“non voglio mica la luna” 🌙

Dettagli della notizia

Uno spettacolo teatrale itinerante che attraversa i piccoli paesi del casentino per parlare di comunità, spopolamento, futuro e del senso di abitare i nostri territori.

Data:

15 Luglio 2026

Tempo di lettura:

Descrizione

📅 Domenica 19 luglio
🕠 Ore 17:30
📍 Faltona (Talla) – Partenza da Piazza della Chiusa, presso il Circolo UMPLI.
🎟️ Ingresso gratuito
Al termine dello spettacolo sarà possibile partecipare all’apericena (prenotazione obbligatoria: 335 6154591 – Pro Loco Faltona).

Era un paese talmente piccolo
che non avevamo lo scemo del villaggio.
Dovevamo fare a turno”
— Billie Holiday

 

“L’ultima luna
la vide solo un bimbo appena nato…”
— Lucio Dalla

 

C’è una leggenda che parla di un monte speciale dove, nelle notti di luna piena, si può udire il galoppo di due cavalli e intravedere le ombre di due giovani innamorati. Il loro è un amore impossibile, contrastato. C’è chi li ha visti abbracciati, chi con le mani tese verso il cielo, nel tentativo di toccare la luna. Si racconta che, se riuscissero a raggiungerla, tutti i loro desideri si realizzerebbero e il loro amore potrebbe finalmente compiersi.

Quel monte esiste davvero: è l’Alpe della Luna, nell’Appennino tosco-romagnolo. Da questo luogo nasce il progetto “La Repubblica delle foreste, custodi dell’Alpe della Luna” che CasermArcheologica, con i Comuni di Badia Tedalda e Pieve Santo Stefano stanno sviluppando con il PNRR. Negli anni di lavoro è nata una riflessione più ampia sulle comunità che abitano i piccoli paesi; oggi questi territori sono al centro di uno sguardo contrastante: da un lato luoghi fragili, segnati dallo spopolamento e dalla riduzione dei servizi; dall’altro spazi di possibilità, dove immaginare nuovi modi di vivere, più sostenibili e comunitari.

Lo spettacolo nasce dal desiderio di aprire un dialogo con chi nei paesi vive davvero.
Portiamo il teatro nelle strade, nei vicoli, negli incroci — nei luoghi dove le persone si incontrano e si parlano — per condividere storie che si somigliano e allo stesso tempo sono uniche, diverse in ogni borgo, frazione o paese d’Italia.

Ripartiamo da quella leggenda: due giovani vogliono vivere il loro amore in un’area interna.
Chi sono? Sono nati lì e scelgono di restare? Oppure sono tornati, o arrivati da fuori, in cerca di una vita diversa?

E poi:
che futuro è possibile in questi luoghi?
Ci sono scuole, medici, servizi?
Come accoglie la comunità chi arriva o chi resta?
Con diffidenza, solidarietà, vicinanza?

“Non voglio mica la luna” prova a rinnovare il teatro come rito civile e comunitario.
Si interroga su domande semplici e urgenti: I piccoli paesi possono diventare luoghi in cui costruire nuovi modelli di vita? Quali condizioni – materiali e in termini di cooperazione – si possono creare per un futuro in questi luoghi?

Lo spettacolo è un’esperienza teatrale itinerante, partecipata, divertente. Una piccola compagnia accoglie gli spettatori tra le strade, i paesi stessi sono teatro di qualcosa che sta per accadere. I “Giganti della Città” stanno arrivando, il pubblico è invitato a entrare nel gioco teatrale e a interrogarsi su temi come le aree interne, lo spopolamento, il turismo, il senso dell’abitare oggi.

I Giganti arriveranno davvero?
Forse sì. Forse sono già qui.

Tra riflessione e ironia, tra realtà e immaginazione, resta una certezza:
siamo fatti anche di sogni.
E forse, così, un po’ più vicini a toccare la luna.

Ultimo aggiornamento: 15/07/2026, 12:19

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